mercoledì 20 marzo 2019

I "Suoni" del Cosmo: come funziona?





Visto che, tra impegni famigliari, intenso lavoro e tempo dedicato al pianoforte, ho trascurato il blog purtroppo per troppi mesi, mi scuso con il pubblico che dimostra apprezzare il mio lavoro e ritorno a pubblicare post con questa uscita particolare che mi era stata sollecitata molto tempo fa da mia moglie.

Il web è così:
se non sai dove andare a trovare le informazioni, puoi avere la fortuna di trovare blog e siti seri che ti aiutano, ma più facilmente succede che trovi informazioni a centinaia ma tutte spezzettate, sparse ai quattro venti, parziali, spesso senza riferimenti dove poter verificare che non siano bufale o fake news, provenienti da blog o siti di dubbia provenienza.
In mezzo a questo caos, mi piace nei miei post raccogliere insieme informazioni utili su argomenti specifici di astronomia. Raccoglierle insieme in modo sensato, con un filo logico e un progetto ben preciso da modo a voi fruitori di poter apprezzare i vari fenomeni in modo più chiaro e soddisfacente, ma anche a me stesso di poter organizzare le idee in modo molto più chiaro e logico.



                                                                                                                                                                       Nota Importante                                                                                                                                                                                   diventa essenziale essere certi dell'affidabilità di ciò che si pubblica, con tutto il materiale di provenienza quantomeno ambigua che circola sul web,                                 e questa regola vale da sempre ma                                                              è sempre più importante ai giorni nostri.                                                                                                                                                         Per questo motivo il lavoro diventa sicuramente più laborioso e richiede più tempo, per chi come me prepara un post,  ma almeno così sono sicuro                           che ciò che pubblico è autentico e affidabile.                                                                                                                                

Importante
Per aprire le foto, cliccate intorno al centro. 
Per chiuderle, cliccate sulla X in alto a destra.
I files audio invece si aprono direttamente in un'altra pagina.



La Scaletta
Ecco per vostra comodità la scaletta dei 10 punti trattati in questo post: un filo logico attraverso il quale facciamo un viaggio per gradi per arrivare a capire cosa staremo ascoltando nei file audio allegati:

Introduzione
1) Partiamo proprio da qui, dalla nostra atmosfera.
2) Onde sonore sulla Terra
3) I suoni, quindi, da cosa sono trasportati?
4) Che gamma di Frequenze possiamo percepire? Che Intensità in decibel (dB) sopportare?
5) Dove finisce l'atmosfera e dove inizia lo spazio? E da che quota si inizia ad "orbitare"?
6) Rarefazione e temperatura cinetica
7) Pieno in confronto al "Vuoto"
8) Quindi nel Cosmo che succede?
9) Come cantava l'Universo Neonato e la scala musicale del Pianoforte Cosmico
10) Quindi, stabilito che i suoni nel Cosmo esistono, ma non sono come noi li immaginiamo né possiamo con il nostro sistema uditivo riceverli, vediamo allora come si fa a "sentirli".


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Soprattutto a partire poi dal punto 8) inizierò a mettere i file audio e/o video 
contenenti finalmente i suoni, evidenziandoli in anticipo con questo segnale riconoscibile
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Introduzione

Sappiamo che corpi celesti come pianeti, lune, stelle, buchi neri, pulsar, quasar, supernovae e via dicendo, emettono un "suono".
Perfino la radiazione cosmica di fondo a microonde, che è una traccia presente tuttora del cosiddetto "primo vagito" dell'Universo, lo emette.
Tutto sta però a capire come ricevere questo suono e rispondere alla domanda "lo possiamo sentire?".



Attenzione, infatti,
 siccome regna ancora gran confusione sul tema appunto di questo "suono", 
devo chiarire subito un concetto fondamentale per non cadere in errore:
tali suoni NON sono 
quelli che siamo abituati ad ascoltare qui sulla meravigliosa Terra, 
dove l'atmosfera speciale ci consente di vivere.

Il nostro sistema uditivo non è attrezzato per ricevere tali suoni: 
attenzione però,
questo non significa che non esistono.

Estendendo l'ultima frase all'atmosfera terrestre, si può senza dubbio dire che
anche se non la vedi, non significa che essa non c'è.


Video con il suono meraviglioso della Terra








1) Partiamo proprio da qui, dalla nostra atmosfera




Come abbiamo ben visto nel post quadruplo sull'atmosfera terrestre, la nostra atmosfera in senso esteso va ben oltre quanto comunemente immaginiamo e i nostri limitati sensi percepiscono.

Guardiamo il cielo e...

..non riusciamo ad avere la percezione di quanti strati il nostro sguardo stia penetrando...

...né dei cambiamenti che avvengono salendo di quota.

Ci sembra anzi tutto uguale, omogeneo.


Solo la presenza di nuvole ci da una prima vaga impressione della profondità in verticale, ma non siamo consapevoli che tale altezza è davvero ridicola rispetto a quella degli altri strati.

Anche la parola "Atmosfera" ci fa normalmente venire in mente lo strato in cui viviamo tutti noi, ma non realizziamo che l'Esosfera o Magnetosfera è la parte che si estende maggiormente nello spazio, arrivando fino a 64.000 chilometri nella parte schiacciata dal vento solare, mentre addirittura 300.000 chilometri nella parte opposta (ricordate, tanto per capirci, che la distanza Terra-Luna è di circa 384.000 chilometri).


Non so se vi rendete conto, ma 64.000 chilometri verso l'alto non sono 10 o 20, e non sono neanche 100 o 400, e neppure 1.000 o 10.000. Sono davvero numeri che facciamo fatica a metabolizzare e a "capire", per quanto piccoli rispetto alle cifre colossali del Cosmo.
Quando proviamo ad immaginare tutte queste migliaia di chilometri può sembrare di perdersi, ma non sono niente, davvero niente, rispetto alle distanze là fuori!



La Troposfera, dove viviamo immersi noi, è il primo strato a contatto con la Terra e con tutte le forme viventi animali, vegetali e minerali, e la parola significa "cambiamento" poiché è qui che avviene la maggior parte dei fenomeni meteorologici.
E' veramente una sottilissima striscia di aria il cui spessore varia da 7 a 17 km dal livello del mare, a seconda che sia rispettivamente sopra i poli o sopra l'equatore..




Al di sopra di questo, ci sono gli altri strati, ognuno con le sue caratteristiche e funzioni, dove cambiano temperatura, combinazione di gas presenti, densità e rarefazione dell'aria.


L'immagine a fianco non è in scala perché altrimenti il rettangolo occuperebbe molto più spazio in verticale (capite bene, 500 chilometri rispetto a 10 sono difficili da riprodurre in uno spazio ridotto), ma almeno così abbiamo un quadro d'insieme che rende bene l'idea.










2) Onde sonore sulla Terra


Sulla Terra le onde sonore si spostano nell'aria secca alla velocità di 330 m al secondo (un terzo di km).
Il suono, però, può essere trasmesso in mezzi di ogni genere con varie velocità.

Nella tabella soprastante, la velocità del suono in alcuni materiali sempre riportata in metri al secondo:
lì abbiamo nell'ordine
- aria secca 331,
- acqua 1450,
- piombo 1230,
- ferro 5130,
- granito 6000

Qui a fianco invece, specifica che la velocità è misurata a 20° C e 1 atmosfera, e quindi viene misurata la velocità del suono anche con
- aria a 20 gradi 343, poi
- elio 1005,
- idrogeno 1300,
- acqua dolce 1440 e
- acqua di mare 1560,
- ferro e acciaio 5000,
- vetro 4500, 
- alluminio 5100,
- legno duro 4000


                                                                                                                             La velocità di queste onde è quindi ben definita e si tratta di
micro-oscillazioni dovute alla pressione dell’aria                                                                                      


Nel suo interessante contributo, Francesca Stucchi ci ricorda che il nostro orecchio è in grado di percepire queste lievi oscillazioni grazie a cellule speciali dette "ciliate", strutture visibili solo al microscopio e poste nell'endotelio dell'orecchio.

- Ripassino flash del funzionamento dell'orecchio umano -
Le onde sonore che raggiungono l'orecchio vengono raccolte dal padiglione auricolare (l'orecchio esterno) e convogliate sulla membrana del timpano (quello che bisogna stare attenti a non toccare con il cotton fiock...).

Il timpano è collegato con una catena di ossicini (martello, incudine e staffa, il cosiddetto
"orecchio medio") che amplificano e trasferiscono le vibrazioni ad un liquido presente nell’orecchio interno o "labirinto", costituito da quella bellissima struttura che ricorda una chiocciola o anche una conchiglia e infatti si chiama Coclea, collegata ai nervi.




La coclea infatti è ricca di liquido e contiene una membrana a cui sono connesse le terminazioni nervose che trasportano gli impulsi elettrici al cervello.








Tale liquido (chiamato perilinfa all'esterno, endolinfa all'interno) è fondamentale perché ha il doppio scopo di ammortizzare gli urti e favorire la percezione dei suoni e l'equilibrio.

I movimenti del liquido stimolano infatti i filamenti delle cellule ciliate (bellissima foto al microscopio qui a destra), e attraverso la loro vibrazione viene prodotto un impulso elettrico tramite passaggio di Ioni e quindi inviato un segnale al cervello (interessante ritrovare in questo contesto di fisiologia umana i nostri cari Ioni di cui ho parlato a lungo in altro post).

Questo in foto è uno dei 16.000 ricettori. Ognuno di questi recettori come si vede è composto dalle 50 alle 100 cellule ciliate. Ogni cellula ha la capacità di risuonare ad una determinata frequenza, e se all’interno della vibrazione è presente quella frequenza la cilia “entra in risonanza” inviando uno stimolo elettrico ad alcune cellule poste in determinate aree della corteccia cerebrale.

                                                                                                                       Pur con questa notevole sensibilità, il nostro apparato uditivo è "studiato"             per l'ambiente in cui viviamo, quindi non per lo Spazio                                                                                            





3) I suoni, quindi, da cosa sono trasportati?



Un semplice ma efficace esempio di laboratorio prova che è l'aria il mezzo di propagazione del suono che noi possiamo sentire.


Un campanello posto dentro una campana di vetro dove c'è aria (atmosfera), attivato emette un suono e il suono si propaga nell'aria...










...mentre un campanello posto dentro una campana di vetro dove è stata sottratta l'aria creando il vuoto (lo Spazio), attivato NON emette alcun suono visto che senza aria il suono non si propaga, pur vibrando il campanello.









L'Atmosfera è il veicolo di trasporto del suono
I suoni che noi percepiamo (e ovviamente anche emettiamo) "viaggiano" come vibrazioni nell'aria, con una determinata fascia di frequenze, quindi l'atmosfera, genericamente da noi chiamata “aria”, letteralmente "trasporta" i suoni, che sono micro-oscillazioni dovute alla pressione dell’aria.
Per questo è facile concludere che il nostro apparato uditivo è fatto per l'ambiente in cui viviamo.

Il suono infatti non si trasmette nel vuoto; tra poco però vedremo che non è del tutto esatto, poiché la frase corretta sarebbe
                                                                                                "il suono che Noi possiamo udire                                   NON si trasmette nel vuoto"                                                                                                  





4) Che gamma di Frequenze possiamo percepire?
Che Intensità in decibel (dB) sopportare?





Le frequenze si misurano in Herz = numero di oscillazioni al secondo

La nostra gamma di frequenze è
da 16-20 Hz a 16.000-20.000 Hz (si scrive anche 20 KHz)

Al di sotto (infrasuoni) e al di sopra (ultrasuoni) di questo intervallo l'ambiente è per noi esseri umani silenzioso.

Tutto quindi dipende dalle prestazioni del nostro orecchio, prestazioni che sono state "tarate" dalla natura in base alle nostre esigenze.


                                                                                                                             Noi quindi possiamo sentire suoni solo in questa gamma di frequenze.                                                                                                                                                                           16 Hz - 20.000 Hz                                               
                Però le altre frequenze, anche se non possiamo sentirle,                                                    non significa che non esistono.                                                                                                         





Lo sanno bene gli animali che hanno una gamma molto più vasta di ricezione.
Uno sguardo veloce.















Per gli ultrasuoni (sopra i 16-20.000 Hz)
cani (10-50.000 Hz),
gatti (udito ancora più sviluppato, arrivando addirittura fino a 100.000 Hz, pari all’intensità sonora dello squittio di un topo, infatti lo scopo di tale potere è legato all'istinto di predazione di roditori ed uccelli.  Inoltre sono abilissimi nel riconoscerne l’esatta provenienza poiché hanno la capacità di ruotare di 180° le orecchie e di inclinarle verso la fonte del suono)
delfini e balene (che li usano per comunicare tra loro: da 65.000 a 150.000 Hz))
i pipistrelli (che li usano per vedere gli ostacoli mentre volano di notte)
i topi (per i quali questi ultrasuoni generano in loro un vero e proprio stress senza tuttavia ucciderli, costringendoli però ad abbandonare quel luogo)

La tabella sottostante offre qualche esempio di animali paragonati all'uomo; le colonne verticali grigie sono l'intervallo di suono percepito, quelle rosse l'intervallo di suono emesso



Per gli infrasuoni (sotto i 16-20 Hz)
elefanti, ippopotami, rinoceronti, giraffe, okapi, e alligatori




L'intensità del suono, invece, cioè quanto alti o bassi si presentano all'orecchio questi suoni, si misura in Decibel (dB).
Posto che, come dice la prossima slide, frequenza "alta" o "bassa" è un concetto molto relativo in quanto dipende dal contesto e dal soggetto che percepisce o emette...



In basso le scritte, dalla prima a sinistra, dicono:
- basse frequenze "terrestri"
- alte frequenze "terrestri"
queste nella fascia Infrasuoni

- basse frequenze udibili
- alte frequenze udibili
queste nella fascia udibile






Eccovi qui qualche slide che da un'idea dei dB che possiamo incontrare nella vita quotidiana.
Ci facciamo così una facile idea delle intensità che sono sopportabili e di quelle che invece sono ai limiti di sopportazione o di dolore, e nel contempo ci divertiamo a scorrere le tabelle.



In corrispondenza delle mani colorate ho messo la scritta in grassetto.
0 soglia udibile - "nessun problema"
10 locale ben isolato
15 brusìo in un bosco
20 ticchettìo orologio
25 bisbiglio
35-40 biblioteca - "possibile disturbo del sonno"
50 conversazione
55 aspirapolvere
60 attività in ufficio - "affaticamento, possibili danni psichici"
70 transito auto
80 traffico nelle ore di punta in una via di città - "danni psichici, neurovegetativi, uditivi"
92 camion
100 macchinari industriali
110 discoteca
120 clacson - "soglia del dolore"
130 martello pneumatico
140 motore jet - "danno all'udito"


140 - soglia del dolore
120 - sirena d'allarme
110 - martello pneumatico
100 - treno
90 - autocarro
80 - aspirapolvere, traffico, telefono
70 - ufficio con più persone
60 - normale conversazione
50 - ufficio privato
40 - sala conferenze
20 - bosco
0,0 - soglia di udibilità





140 - soglia del dolore -
120 - clacson potente, a un metro -
lesioni dell'orecchio nel caso di ascolto prolungato

110 - picchi di intensità di una grande orchestra
100 - interno della metropolitana
90 - picchi di intensità di un pianoforte
zona pericolosa per l'orecchio

80 - via a circolazione media
75 - voce forte, a un metro
70 - conversazione normale, a un metro
60 - ufficio commerciale
zona di fatica

50 - salotto calmo
40 - biblioteca
zona di riposo (giorno)

30 - camera da letto molto calma
20 - studio di radiodiffusione
0 - soglia di udibilità
zona di riposo (notte) 



Esempi selezionati di intensità suoni e sopportabilità orecchio umano:

--- 70 dB  >>> forti, fastidiosi ma sopportabili e non dannosi nell'immediato

- aspirapolvere a 1 metro da noi
- una radio ad alto volume

--- circa 125 dB  >>> più forti, molto fastidiosi

- decollo aereo a 50 metri da noi
- suono di una sirena

                                                                                                                                      Tra 120 e 130 dB vi è la soglia del dolore                                                                                            


--- 140 dB  >>> dolorosi e fortemente dannosi se sottoposti ad un ascolto prolungato

- auto da Formula 1 a pochi metri da noi















0 - nessun problema
35-40 - possibile disturbo del sonno
60 - affaticamento, possibili danni psichici
85 - danni psichici, neurovegetativi, uditivi
120 - soglia del dolore
140 - danni all'udito


E arriviamo alla Tabella dei Decibel, che offre un certo numero di esempi di cause di livelli sonori e di percezioni nell'essere umano.
0 - minimo percepibile
20 - rumore in uno studio pro, fruscio delle foglie
30 - bisbiglio, camera da letto silenziosa la notte
40 - biblioteca
calma

50 - strada tranquilla, casa di giorno
60 - conversazione normale
intrusione nella privacy

70 - ristorante, uffici rumorosi, autostrada, aspirapolvere a 1 m
telefono difficile da usare

80 - asciugacapelli, sveglia a 60 cm
fastidioso

90 - camion pesante a 10 m
100 - petardi, discoteca, chitarra elettrica al massimo (100W)
110 - concerto rock, massimo sforzo vocale, rullante
molto fastidioso, iniziare ad usare protezioni

120 - clacson a 1 m
130 - tuono
doloroso

140 - sirena anti-aerea, jet al decollo a 30 m
danni all'udito istantanei

180 - razzo al decollo


195 dB  >>> decollo Space Shuttle: il pubblico segue i lanci da 10 km di distanza, così che il suono risulta come quello di un concerto rock (media di 110 dB)
250 dB  >>> probabile soglia raggiunta dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki





Dicevamo che noi viviamo immersi (perché proprio di "immersione" nell'aria si tratta, così come immersi lo sono i pesci nell'acqua) nello strato più sottile, la Troposfera, e che sopra di essa ci sono gli altri strati.

5) Dove finisce l'atmosfera e dove inizia lo Spazio? 
E da che quota si inizia ad "orbitare"?


La linea di demarcazione convenzionalmente adottata per separare la zona aeronautica (dove volano gli aeromobili) da quella astronautica (dove orbitano satelliti, navicelle spaziali ed astronauti) e per stabilire il confine al di là del quale si inizia a restare in orbita è detta
"linea di Karman" e si trova a circa 100 km di altitudine, ma per poter restare in orbita più stabile dove la forza di gravità si fa sentire meno...

...la ISS (Base Spaziale Internazionale) è molto più in sù, raggiunge una quota di circa 400 km, e anche a questa quota sono necessarie periodiche micro-spinte di razzi vettori per mantenere l'orbita.

Comunque dai 100 km in su non siamo ancora nello Spazio ma sicuramente l'atmosfera si è rarefatta assai.




In realtà per avere la netta sensazione che qualcosa sia cambiato non occorre salire così in alto; già a "soli" 41 chilometri di quota la percezione cambia (in realtà anche molto prima): da questa notevole quota è stato effettuato il record di "salto libero" dalla Stratosfera, anche se quello nel video è da 39 chilometri ed è stato ben pubblicizzato, mentre quello da 41 no.

Attenzione, da lassù il salto è in caduta libera, mentre il paracadute viene aperto molto più in basso nella troposfera.
- Ma perché, direte voi, saltare da così in alto, 
che senso ha?
Domanda legittima. Le ricerche in questo senso sono legate alla possibilità un giorno, in futuro, di far rientrare gli astronauti sulla Terra in volo individuale, tramite una speciale tuta. Pensate anche soltanto a questa possibilità nel caso che avvengano incidenti gravi in orbita.




Se volete godervi, e vi assicuro che ne vale la pena, l'intero salto fin dagli oltre 39 km, con tutta l'emozione che accompagna i lunghi minuti di discesa (4 fino a quando ha aperto il paracadute), non perdetevi questo link freefall Felix Baumgartner 2012









In realtà non dobbiamo quindi immaginarci una netta demarcazione o un “muro trasparente” tra l'atmosfera e lo "spazio", perché in realtà la "magia" che accade è che

                                                                        l'atmosfera va gradatamente rarefacendosi sempre più,
                                    fino a livelli per noi inimmaginabili                                                                                           

Questo concetto della rarefazione dell'aria è molto importante e secondo me ancora molto sconosciuto e poco familiare.



Quindi, in sostanza, per noi
visivamente il cambiamento 
non è percepibile
(tanto è vero che possiamo di notte vedere le stelle brillare quasi potessimo toccarle con mano...)














poiché la differenza nella rarefazione è una questione soprattutto chimica "invisibile"...

























...oppure casomai percepibile solo con il contatto fisico diretto.

Tratto dal post dove troviamo i saltatori in caduta libera (freefall) dalla Stratosfera, il record di quota di lancio arriva "solo" fino a 41 chilometri.


Questi intrepidi signori e gli astronauti possono confermare che dove è così alta la rarefazione, mentre cadi (o "galleggi" in orbita) non c'è alcun segnale fisico del volo che stai facendo... (escludendo la visuale che però può essere molto confusa visto il movimento di caduta, e l'altimetro che segna se sali o se scendi)



tipo vestiti che sbattono forte, aria che ti schiaccia la pelle e ti spinge indietro gli arti..... però di sicuro devi avere una tuta completa molto tecnologicamente attrezzata e casco con bombola di ossigeno...



















....mentre i nostri paracadutisti che si lanciano da pochi chilometri di altezza nella nostra troposfera, possono permettersi anche lanci in maglietta a maniche corte, un semplice paio di occhiali e respirare la buona "aria di alta montagna"....

Certo dipende anche da che quota della troposfera e da che stagione dell'anno, se è il caso di vestirsi più pesantemente e di attrezzarsi con tute più idonee e dispositivi di sicurezza e protezione individuale.






Esiste anche un altro concetto che è collegato a questa rarefatta densità dell'aria: quello di "temperatura cinetica" in alta quota; cosa significa quella parola a fianco di temperatura, "cinetica"?

Significa che l'aria lassù può essere ad una temperatura di 1.000 gradi (come vedete qui sopra nell'immagine oltre la Termosfera), ciononostante un astronauta necessita di tuta riscaldata altrimenti congelerebbe, proprio perché

                                                                                        le particelle essendo lontane tra loro                                          (rarefazione)                                        non possono trasportare-veicolare il calore                                                     

Ma se quella quella temperatura "cinetica" fosse trasportata a livello del mare, la densità dell'aria qui darebbe quel risultato assolutamente terrificante.






Adesso che abbiamo chiarito com'è la situazione sulla Terra nei primi strati atmosferici, spostiamoci più verso l'alto e parliamo di questo grande sconosciuto.


7) Pieno in confronto al "Vuoto"


Per intenderci, al di là dell'atmosfera terrestre, a partire da dove orbitano gli astronauti e la ISS, negli spazi vuoti tra i pianeti e tra le stelle, sappiamo in realtà che 


                                                                                                                        NON E' VERAMENTE "VUOTO",
poiché gli atomi in esso presenti sono sì estremamente rarefatti, cioè pochi e                  distanti tra loro, tuttavia ci sono, esistono e lo occupano                                                                                  


C'è anche da dire che esistono densità di rarefazione molto diverse:
se prendiamo infatti un punto "vuoto" della Via Lattea, tale densità si aggira intorno al milione di atomi per metro cubo, contro la quantità a livello del mare, 10 milioni di trilioni!

Fermi...Fermi......FERMI TUTTI ORA!!!

Di solito leggiamo troppo superficialmente e liquidiamo velocemente queste cifre che così, onestamente, diciamocelo, non dicono nulla di nulla!
Vediamo invece visivamente meglio questa differenza, considerando
"quanti atomi per metro cubo":

  1.000.000          (un milione - punto isolato e apparentemente "privo" di atomi nella Via Lattea)
10.000.000.000.000.000.000.000.000  (10 milioni di trilioni - cioé 10 seguito da 8 serie di tre zeri "000", quindi 24 zeri totali - sul livello del mare)

Già a vederlo così fa tutto un altro effetto, vero?! Tutti quegli zeri fanno giustamente impressione.

Tanto per divertirci un po' (ogni tanto è anche buona cosa staccare un momento dai grandi sforzi mentali) sappiate però che questo numero lunghissimo si può leggere in diversi modi (vedi post Tabelle), tutti equivalenti:

10 quadrilioni
10.000 triliardi
10 milioni di trilioni
10 miliardi di biliardi
10 bilioni di bilioni
10 milioni di miliardi di miliardi


Se non credete che siano tutti modi equivalenti di leggere lo stesso numero, andate a vedere il post Tabelle e provate da soli a confrontare i vari numeri e scoprirete che è proprio così.
Tutte queste diverse terminologie da fantascienza sono semplicemente modi diversi e più comodi o "economici" di spiegare il numero 10 seguito da 24 zeri (8 "serie" di tre zeri).


Attenzione, in inglese la terminologia corrispettiva cambia parecchio, quindi da non confondere:
10 septillions
10.000 sextillions
10 millions of quintillions
10 billions of trillions
10 trillions of trillions
10 millions of billions of billions



Dicevo che ci sono quindi incredibilmente luoghi ancora più “vuoti” del vuoto intorno a noi, come gli spazi intergalattici (gli spazi tra una galassia e l'altra), dove la concentrazione di atomi arriva a una densità così bassa da risultare di appena 0,00001 atomi per centimetro cubo.

E s e m p i o
per capire l'entità di questa rarefazione, riporto l'esempio così carino tratto dal blog Notizie dal Cosmo:
se prendessimo una Nube con questa densità, ma grande quanto la Terra, essa peserebbe solo 1/60 di grammo e i singoli atomi sarebbero separati fra loro dalla incredibile distanza di circa 1 metro.







                                                                                                                                                  Ciò nonostante, risulta chiaro che NON E' VUOTO                      E’ solo incredibilmente, straordinariamente, vertiginosamente rarefatto                                                                                              




8) Quindi nel Cosmo che succede?

Abbiamo detto che, per il nostro sistema uditivo, là fuori è silenzio, non essendoci atmosfera, “aria”, come sulla terra, a trasportarlo.
Però abbiamo detto che gli atomi ci sono comunque, anche se rarefattissimi e quindi molto distanti tra loro.
Punto chiave: Variazioni di pressione
Il suono per propagarsi, per essere trasportato, necessita di "variazione di pressione" e poiché, come detto, per quanto lo Spazio sembri vuoto (sempre considerando il punto di vista terrestre), in realtà non è completamente vuoto, va da sè che
anche nello Spazio in realtà esiste il suono.


Dopo aver parlato della rarefazione dell'aria, qui interessa ora ragionare su
cosa succede al suono in un ambiente così rarefatto?

                                                                                                                             In una tale rarefazione le eventuali variazioni di pressione che si vengono a creare produrrebbero un suono estremamente basso e non udibile per il                                                 nostro sistema uditivo.                                                  I suoni quindi esistono anche nello spazio, anche se il nostro orecchio,                                 per come è strutturato, non può udirli.                                                                                                                               In realtà il Cosmo è un luogo in cui i suoni si producono, sì, ma sono suoni a noi poco familiari e sintonizzati su frequenze molto diverse da                           quelle che noi percepiamo,                                     tuttavia suoni che esistono.                                                                                                      



Come dicevo prima, il fatto che noi non sentiamo un suono non significa che quel suono non esiste. Se ci pensate non è poi così strano, infatti come abbiamo visto nel punto 4), anche sulla Terra ci succede di avere precluse certe frequenze, suoni che noi non possiamo sentire ma altre creature animali sì...ad esempio gli ultrasuoni per noi impercettibili ma udibili fin troppo bene dai cani.



Onde sonore: 3 casi di velocità di spostamento
Terra, Gas Interstellari, Supernova

Alcuni dati incredibili sulla velocità di spostamento delle onde sonore in 3 diversi casi (avete già delle divertenti comparazioni di velocità in un mio precedente post.



Abbiamo visto prima nel punto 2) la velocità sulla Terra del suono nell'aria secca.





Attenzione: è vero che in ambiente molto molto rarefatto come è il vuoto, i suoni sono estremamente bassi, ma se tale ambiente viene riscaldato le cose cambiano, poiché l'innalzamento della temperatura fa muovere gli atomi sempre più velocemente e quindi li avvicina (temperatura e pressione sono due elementi chiave per la dinamica della nascita delle stelle).
La pressione dell’aria che porta il suono, è anche determinata dal calore del gas nella zona interessata.
In generale, lo spazio, rispetto alla nostra atmosfera è un luogo decisamente freddo, ma non nei turbolenti gas interstellari; in questi luoghi la temperatura media si aggira attorno ai 10.000° C.
Con questa temperatura il suono all’interno di questi gas ha una velocità di propagazione totalmente differente rispetto alla Terra, ovvero 30 volte la velocità del suono sulla Terra.






La pressione dei gas quando esplode una stella di grande massa (Supernova) è di 1.000.000.000% ovvero 330 dB.
Mediamente la materia espulsa viaggia al 10% della velocità della luce (luce 300.000 km/s = 1.100.000.000 km/h, 10% = 100.000.000 km/h), di conseguenza l'onda sonora si
sposta ad una velocità che è di 3.000 volte superiore alle onde sonore in una nube di gas interstellare, non male.




Sempre tratto dall'interessante contributo del post di Francesca Stucchi "La Sinfonia del Cosmo: The Sound of Silence", riporto sinteticamente un esempio che mi tocca in modo particolare essendo io un pianista, anche se non professionista. Se poi avete la curiosità di approfondire l'esempio, andate a leggere i dettagli più tecnici nel post di Francesca che non potranno non affascinarvi.

Per farvi comprendere meglio il senso di questo punto, inserisco qui la stessa citazione che Francesca ha riportato nel suo contributo, perché è davvero perfetta per l'occasione:
è una meravigliosa immagine data dall’astronomo australiano Bryan Gaensler, l'autore del libro a cui facciamo riferimento (un libro tra l'altro bellissimo, scritto con un linguaggio estremamente semplice e alla portata di tutti per quanto parli di argomenti complessi) , che si riferisce alla famosa Radiazione Cosmica di Fondo a Microonde o Radiazione Fossile, di cui, rifletteteci, anche noi siamo parte.





"Tutto quello che vediamo intorno a noi e, quindi, di cui anche noi facciamo parte, è una traccia fossile delle onde sonore oscillanti degli albori della storia dell’Universo, intrecciata per sempre nella distribuzione della materia che permea tutto il Cosmo".

Ed ecco l'immagine che riguarda proprio i suoni nel Cosmo.

                                                                                                                                            "I primi suoni dell’Universo sono cessati molto tempo fa.              Il direttore e gli orchestrali hanno abbandonato il palcoscenico cosmico,                                           portando con se i loro strumenti.                                                      Tuttavia, i musicisti hanno lasciato lì gli spartiti."                                                                                                    



"Studiando la radiazione fossile e la struttura su grande scala dell’Universo, possiamo ricostruire la prima musica mai suonata, musica che non è mai stata pensata per essere ascoltata."



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Qui un breve video con il Suono del 
Big Bang, la Radiazione Fossile o Radiazione Cosmica di Fondo a Microonde
seguito da un file originale di 100 secondi

John Cramer, professore di fisica dell’Università di Washington, qualche anno fa ha deciso di registrarlo. Essendo un suono bassissimo rispetto alle capacità dell'orecchio umano, affinché tali radiazioni diventassero udibili il fisico ha dovuto moltiplicarle per un fattore di 10 elevato alla 26, cioè moltiplicare per 10 seguito da 26 zeri il valore iniziale.
Il risultato è un suono meccanico, il vero “eco” del Big Bang.
A coloro dunque che potrebbero non credere si tratti del suono dell’universo tra i 300 mila e i 760 mila anni dopo la sua nascita, perché l‘”universo è vuoto” Cramer ha spiegato:
“Il Big Bang è un’eccezione, perché la materia che pervadeva l’universo dai suoi primi 100 mila anni circa era molto più densa dell’atmosfera terrestre”.





"(c) John G. Cramer - 2013"  John G.Cramer Website
Lista completa suoni Big Bang di Cramer - registrazioni da 20 secondi a 8 minuti

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è possibile estrapolare dai dati matematici, il suono emesso dall’Universo nel momento della ricombinazione. Convertendo i dati in un suono udibile dall’orecchio umano, ecco il risultato portato magistralmente alla luce dal ricercatore John Cramer dell’Università di Washington
radiazione cosmica di fondo a microonde o radiazione fossile





9) Come cantava l'Universo Neonato, 
e la scala musicale del Pianoforte Cosmico


Per quanto riguarda l'onda sonora, dicevamo che
- la Frequenza corrisponde a differenti variazioni di pressione al secondo
- l'Intensità sonora è cosa del tutto soggettiva
Cambiando il nostro sistema di riferimento, osserveremo queste onde sonore viaggiare a velocità molto diverse da quelle che analizziamo sulla Terra, e addirittura osserveremo livelli di pressioni del gas inimmaginabili da riprodurre sul nostro pianeta.
- il Tono è invece fatto matematico:


se ascoltiamo due note distanti un’ottava l'una dall'altra, esse avranno una differenza fra le rispettive frequenze di un fattore 2, la nota all'ottava più alta avrà una frequenza esattamente doppia rispetto alla nota all'ottava più bassa.

Prima di riferire i risultati di queste misurazioni, è importante quindi premettere che grazie alle conoscenze astronomiche è possibile fissare una scala musicale utilizzando il tono dei suoni che pervadono l’Universo.
Ho così deciso di adottare l'idea di Francesca, che poi è l'idea dell'astronomo del libro, e simulare un Pianoforte Cosmico che ha una quantità notevole di tasti aggiuntivi sulla sinistra di quelli del nostro pianoforte classico sulla Terra. 
Questo ci aiuterà ad immaginare suoni inimmaginabili a partire già dall'Universo Neonato.


Grazie alla scoperta del tutto casuale e allo studio della CMB
ovvero Radiazione Cosmica di Fondo a Microonde
- detta anche "radiazione fossile"
- una debolissima luce fredda, costituita appunto da microonde
- che permea l'intero Universo (quindi anche noi stessi)
- e pervade tutto lo spazio come un esile e quasi evanescente bagliore

sappiamo oggi che sono esistiti all'epoca del Big Bang, i suoni di una Sinfonia Cosmica,
cioé i primi suoni dell'Universo.


Quella che vedete nella famosa immagine qui sopra è una mappa delle emissioni sotto forma di microonde di tutto il cielo, che mostra il debole bagliore della Radiazione Fossile alla temperatura di - 270,42° C. I granuli e le increspature indicano che la temperatura del cielo non è perfettamente uniforme, ma è formata da regioni in cui la temperatura è leggermente più calda (in giallo e in rosso) o più fredda (in blu scuro o in nero) della media.






Ecco qui, per voi, una estrema sintesi per cercare di spiegarvi in poche parole 
che cosa successe quando nacque l'Universo.




Era Pre-Ricombinazione: 
tenete presente che nei primi istanti di vita dell'Universo le temperature, stenterete a crederci ma è così, si aggiravano intorno a diverse centinaia di miliardi di gradi (avete letto bene, miliardi!), in rapida diminuzione.

Un secondo dopo il Big Bang la temperatura dappertutto era di 10 miliardi di gradi, cioé il doppio di quella del nucleo di una stella di massa elevata negli ultimi istanti di vita quando esplode come Supernova.
A queste pazzesche temperature non potevano esistere nemmeno gli atomi, essendo le loro particelle costituenti (quark, leptoni, gluoni e poi protoni, neutroni ed elettroni) libere di muoversi in tutte le direzioni urtandosi di tanto in tanto, ma possedendo ancora troppa energia per potersi aggregare.


Per questo motivo, in principio l'Universo era costituito da una immensa nebbia dove non esisteva luce perché si sarebbe subito scontrata con un elettrone. Durante questo periodo, gli agglomerati di gas si sono espansi e condensati, producendo questi primi suoni.




subito dopo il Big Bang l'universo primordiale cantava con voce da soprano, solo note acute.
Prima dell'emersione della luce con la Ricombinazione, il suono viaggiava nel brodo (miscuglio gelatinoso di luce e materia)
a 620 milioni di km/h (60% della velocità della luce).



- a 10 anni la nota cantata sarebbe stato un FA diesis 
- a 100.000 anni la nota sarebbe stata un DO
L'ultimo acuto, quindi, prima del silenzio indotto dall'emersione della luce (380.000 anni), fu un DO 

Forte, direte voi, ok, le note le avete trovate, allora basta suonarle, cosa c'è quindi di così eccezionale?

Non è così semplice, perché quelle NON sono le note che conosciamo qui sul nostro pianeta.
Cosa vuol dire?

TENETEVI FORTE:
nel nostro Pianoforte Cosmico, che ha decine e decine di ottave sotto quelle di un classico pianoforte,   
il FA diesis si trova 35 ottave sotto il DO centrale e 90 dB
il DO si trova 48 ottave sotto il DO centrale e 110 dB
il DO si trova 54 ottave sotto il DO centrale ad un volume di 120 dB


Per avere una canna di organo che suoni queste note (considerando che con canne corte si ottengono note acute, mentre con canne lunghe note gravi) sarebbe necessaria una canna più lunga di 10 trilioni di km, cioé 10 seguito da 12 zeri).




La cosa incredibile a credersi è che l'acuto finale di questa esibizione resta sempre lì, immortalato per sempre nelle immagini della Radiazione Cosmica di Fondo o radiazione fossile, catturate dai satelliti Cobe Wmap Planck attraverso l'esperimento Boomerang, l'immagine l'avrete ormai già vista più volte.







Era della Ricombinazione: 

- dopo essersi espanso e raffreddato, poi improvvisamente, a circa 380.000 anni, l'Universo ha subìto un cambiamento improvviso:
ha raggiunto una temperatura di 2.700° C, "fredda" abbastanza da permettere ai protoni e agli elettroni di combinarsi per formare gli atomi, atomi di Idrogeno, abbandonando lo stato plasmatico.






La nebbia si è dissolta di colpo, emergendo la luce.
Avendo rimosso questa zuppa di elettroni liberi di vagare, il cielo si è schiarito e il Cosmo è diventato trasparente, emanando un bagliore soffuso tra il rossastro e il giallognolo (vista la temperatura, vedi relazione tra colore e temperatura).
Tale evento ha ridotto al silenzio l'Universo, poiché ha modificato la velocità del suono. Una volta che la materia e la luce si sono separate, la velocità del suono è praticamente crollata a zero.
Il momento della Ricombinazione ha lasciato dietro di sé la Radiazione Fossile.



Durante i successivi 13,8 miliardi di anni (fino quindi all'epoca attuale), l'Universo si è progressivamente raffreddato fino a raggiungere la sua attuale condizione termica glaciale, cioè la temperatura media attuale di -270,42° C, appena 2,73° C sopra lo zero assoluto!.







Tra gli oggetti celesti di cui si è potuto valutare il suono prodotto, è stato studiato il "cluster" o ammasso di galassie

Abell 426

nella Costellazione del Perseo (detto infatti "ammasso di Perseo") alla distanza per noi assolutamente incomprensibile di ben 250 milioni di anni luce
(figuriamoci, è già praticamente devastante provare ad immaginarne uno, di anni luce...).


Osservato ai raggi X Abell 426 risulta uno degli oggetti più brillanti del cielo.

Come è stato possibile studiare un oggetto per noi così inarrivabile, visto che Abell 426 è così distante che non avremmo mai potuto ascoltarne il suono; tale suono ci raggiungerà in 100 miliardi di anni... per quanto riguarda la possibilità fisica di sentirlo, sarà per noi inudibile.

Tuttavia la scoperta è stata fatta grazie all'analisi dei gas particolarmente roventi al centro dell'ammasso, i quali gas irradiano raggi X estremamente energetici poiché raggiungono la temperatura di 30.000.000° C.
Gli astronomi hanno potuto calcolare che la velocità di propagazione del suo suono è estremamente lenta: viaggia a 4,2 km/h e la nota suonata è un SI bemolle.


La frequenza di questo SI bemolle è mostruosamente ampia, 1 oscillazione ogni 9 milioni di anni!!!!!







Nel nostro Pianoforte Cosmico Abell 426 suona un SI bemolle 56 ottave sotto il DO centrale.




Direi che questo è uno sforzo di immaginazione che forse possiamo provare a fare.




Vale a dire, rispetto ad un pianoforte con 88 tasti, sarebbero necessari 635 tasti in più sulla sinistra!!!

Come aggiungere la bellezza di altri 7 pianoforti (dove però il suono non fa che scendere sempre più in basso) sulla sinistra della tastiera per raggiungere la nota desiderata.
Questa nota molto bassa è 6.000 trilioni di volte più lenta della nota più bassa udibile dall’orecchio umano!!!
Oltretutto questa nota così bassa porta un altro record:
viene suonata con una costanza impressionante da un tempo oltre l'umana comprensione senza alcuna intenzione di smettere, 2 miliardi di anni.

Sappiamo che solo un motore nell'Universo è in grado di sprigionare un'enormità di energia come questa per un tempo così prolungato, ed essa si trova in questo caso al centro della
galassia Ngc 1275, un Buco Nero (BN) Supermassivo.

2 veloci paragoni con quello al centro della nostra Via Lattea, per capire questo mostro cosmico.
Massa
BN Via Lattea: 4,2 milioni di masse solari
BN Abell426: 400 milioni di masse solari
Voracità (divorare la materia del Sistema Solare)
BN Via Lattea: 100.000 anni
BN Abell246: una settimana!!!





10) Quindi, 
i suoni nel Cosmo esistono 
ma non sono come noi li immaginiamo, né possiamo con il nostro sistema uditivo riceverli: 
allora come si fa a "sentirli".



I suoni che emettono i corpi celesti nello spazio si possono udire solo attraverso mezzi tecnologici perché l'orecchio umano ha un range di ricezione veramente ridicolo e tali frequenze ne sono assolutamente al di fuori.

Stiamo parlando delle
onde elettromagnetiche.
Ne ho parlato abbondantemente in altri post ma con piacere le riporto qui, non si finisce mai di ripetere dati interessanti. Presento anche più di una tabella perché può far comodo avere diversi punti di vista.





Per poterle udire, tali onde inudibili al nostro orecchio, esse vengono "trasformate" da apparecchiature scientifiche in frequenze che possiamo cogliere.









La gamma delle frequenze che possiamo udire è veramente molto limitata, in questa ultima tabella, girata al contrario, risulta più evidente la gamma di frequenze visive rispetto al resto.





Quindi cosa diamine è questo suono?

Il risultato all'ascolto è qualcosa di davvero strano, a volte inquietante, a volte spirituale, a volte fonte di meditazione, a volte ricorda suoni che sentiamo sulla Terra, comunque di sicuro è fonte di ispirazione e rilassamento (poi ovviamente tra le reazioni vi è anche una certa quantità di sarcasmo ed ironia, ma a me qui non interessa questo tipo di atteggiamento poco costruttivo).

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suoni solari generati da 40 giorni di elaborazione dei dati Michelson Doppler Imager (MDI) del Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) ed elaborati da A. Kosovichev
https://www.tizianagiammetta.com/audio/sun_sonification.wav


C'è un altro modo però in cui oggi possiamo ascoltare i suoni che l’Universo ci regala. Nello spettro elettromagnetico infatti, è presente una radiazione dalle onde estremamente lunghe, le onde radio, le prime a sinistra nella tabella.


Onde Radio



Le onde radio sono usate per le radiocomunicazioni e telecomunicazioni.


Sono onde che portano con sè i dati che vogliamo far trasportare loro, partendo da un apparecchio trasmittente e arrivando a un altro ricevente che li decodifica e li commuta in suono per noi udibile.








Questo meccanismo di “ascolto” delle onde dello spettro elettromagnetico offre inoltre un vantaggio ulteriore:
è possibile sentire come “risuonano” 
oggetti più piccoli e più vicini a noi.



                                  ed ora finalmente, tutti gli altri file audio, con cui divertirvi

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le aurore di Giove



fulmini su Giove

fulmini su Giove


il plasma di Giove catturato dalla Voyager:
- il vento solare fatto di particelle elettricamente cariche
- con la magnetosfera del pianeta
Il plasma di particelle cariche viene accelerato al di là della magnetosfera di Giove a velocità di decine di migliaia di chilometri al secondo. Sono le vibrazioni di queste particelle magnetiche che generano parte del suono di quella registrazione

plasma di Giove


plasmasfera di Giove


plasmasfera di Giove


bowshock di Giove

bowshock di Giove


ancora Giove

Giove


la magnetosfera di Giove

magnetosfera di Giove




onde di plasma di Giove


onde di plasma di Giove

scudo plasmatico di Giove

Ganimede, la più grande luna di Giove

Ganimede, luna di Giove


suoni spettrali di Saturno

suoni spettrali di Saturno

onde radio di Saturno

onde radio di Saturno


il periodo di rotazione di Saturno è un puzzle

periodo di rotazione di Saturno



Encelado, luna di Saturno

Encelado, luna di Saturno



Video delle emissioni radio di Saturno e della sua luna Encelado, Nasa





Ancora Encelado con i suoi geyser di vapor acqueo e ghiaccio

Encelado

l'affascinante sìbilo di Encelado

sibilo di Encelado


altra luna di Saturno, Titano, oltre la sua perenne foschia

Titano, luna di Saturno


Echi radar dalla superficie di Titano

Titano, echi radar della superficie


e per finire altri suoni vari

plasma interstellare
"onde Tsunami" interstellare
la sonda Voyager 1 ha sperimentato 3 "onde Tsunami" nello spazio interstellare. 
Questo tipo di onda si verifica a causa di un'emissionee di massa coronale espulsa dal Sole, che spara una nuvola magnetica di plasma dalla sua superficie. 
Osserva come queste onde fanno suonare la materia ionizzata circostante come una campana.

"onde Tsunami" interstellare

Qui anche il video relativo




Elio liquido ultrafreddo

elio liquido ultrafreddo



stella



stella



cometa


suono di una Pulsar
con lo stesso sistema di conversione in suono degli impulsi elettromagnetici 
possiamo ascoltare anche le pulsar, 
stelle di neutroni molto lontane che ruotano a velocità incredibili.
Questi "relitti stellari" combinano l'altissima velocità di rotazione 
con un campo magnetico eccezionalmente intenso.
In tali condizioni le onde elettromagnetiche possono fuggire solo nella regione polare, dove la frenetica rotazione sull'asse forma un cono. 


Quando il cono è rivolto verso chi osserva, possiamo cogliere le emissioni di questa stella morta; quando il cono è rivolto dalla parte opposta, la stella sembra silenziosa.

Ovviamente il ticchettìo che ne risulta è tanto più veloce quanto più veloce la rotazione, 
ma il ritmo è costante tanto quanto un orologio svizzero.









audio Pulsar

La velocità di rotazione di questi trottole stellari è superlativa.
Il record al momento appartiene ad una pulsar denominata 
PSR J1748-2446ad, in grado di compiere 
716 rotazione sul proprio asse in 1 secondo!!! 
Credete di riuscire ad immaginare una tale velocità?





Ecco come si presenta alle nostre orecchie questo ticchettìo convertito in suono.
In questo video, un video che si trova facilmente nel web, 
troviamo 5 esempi di pulsar, ve le elenco per comodità:

- PSR B0329+54 
tipica "normale" pulsar che compie 
1,40 rotazioni/secondo

- la Pulsar Vela
è il cuore collassato della stella originale, compie 
11 rotazioni/secondo

- Crab Pulsar 
(pulsar della nebulosa Granchio)
la più giovane pulsar conosciuta attualmente, compie 
30 rotazioni/secondo

- PSR J0437-4715
pulsar millisecondo, compie ben 
174 rotazioni/secondo 

- PSR B1937+21

la seconda pulsar più veloce conosciuta, compie, tenetevi forte, 
642 rotazioni/secondo 
la superficie di questo residuato di stella si muove a circa 1/7 della velocità della luce





Per concludere mi sembra ottimo l'ultimo audio-video appena uscito dalla Nasa, riporto il testo:
"Ecco il suono ottenuto traslando in differenti frequenze stelle, galassie compatte e tentacolari galassie a spirale.
Lo spazio diventa "sonoro" in questa visualizzazione di un ammasso di galassie ripreso dall'Hubble Space Telescope della NASA. 
Il tempo scorre da sinistra a destra e la frequenza del suono cambia dal basso verso l'alto, da 30 a 1.000 hertz. 
Gli oggetti vicino alla parte inferiore dell'immagine producono note più basse, mentre quelli vicino alla parte superiore producono quelle più alte. 
La maggior parte dei punti visibili sono galassie che ospitano innumerevoli stelle
Alcune singole stelle brillano in primo piano. 
Stelle e galassie compatte creano toni brevi e chiari, mentre le tentacolari galassie a spirale emettono note più lunghe che cambiano tono. 
La più alta densità di galassie vicino al centro dell'immagine - il cuore di questo ammasso di galassie, noto come RXC J0142.9 + 4438 - si traduce in 
un rigonfiamento di toni medi a metà del video. 
L'Advanced Camera for Surveys di Hubble e Wide Field Camera 3 hanno acquisito questa immagine il 13 agosto 2018".





Uno studio sulla dinamica dei fluidi, cioè l’interazione tra un laser ultra intenso e un plasma di prova, ha evidenziato che il plasma, addensandosi nella zona di transizione tra le regioni di bassa e alta densità, genera una serie di impulsi di pressione, cioè onde sonore, ad una frequenza così elevata che potrebbe stimolare addirittura la curiosità di pipistrelli e delfini.


«Una delle poche regioni in natura dove noi crediamo che questo fenomeno possa avvenire è la superficie delle stelle», ha spiegato John Pasley, del York Plasma Institute al Department of Physics di York e co-autore dello studio. 
Le stelle in fase di accumulo di materia, “cantano” a una frequenza altissima; frequenza che però non è udibile direttamente, queste onde sonore non si possono propagare nello spazio (come descritto all’inizio di questo post); il loro canto è quindi silenzioso, sono cantanti mute.
“Quando le stelle accumulano nuovo materiale, possono generare un suono in un modo molto simile a quello che abbiamo misurato in laboratorio con il nostro esperimento. 
Perciò, le stelle potrebbero come dire ‘cantare’, ma poiché sappiamo che il suono non si può propagare nello spazio vuoto, nessuno le può sentire.





Infine ci tengo a ricordare che non è esatto dire che non ci sia ossigeno nel vuoto, infatti sono presenti diversi gas, e dal post sulla formazione stellare sappiamo che in alcune zone, soprattutto nebulose e globuli di bok tanto per dirne qualcuna, ci sono tutti gli atomi dei gas che servono alla nascita di nuove stelle, compreso l'ossigeno.


Quindi il vuoto in realtà è ricco di vita allo stato embrionale, certo alcune zone più ricche di altre, ma le particelle sono appunto così lontane e distanti che bisogna accada qualche evento esterno perché si dia inizio alla trasformazione ...
non perdetevi il post sulla Evoluzione Stellare per approfondire questo affascinante aspetto





Nota Bene:
chiarisco, per correttezza, che alcune idee (vedi esempio Nube rarefatta grande come la Terra, canto dell'Universo Neonato, la scala musicale, le canne di un organo, le cellule ciliate, esempi di frequenze sonore, confronto densità di rarefazione, esempi confronto di onde sonore, Abell 426) non sono mie, bensì appartengono all'astronomo australiano Bryan Gaensler, che ha scritto il libro che poi ha ispirato Francesca Stucchi nel suo blog Notizie dal Cosmo e successivamente me qui; io ho solo ripreso, modificato e ampliato l'organizzazione delle idee e la struttura logica del testo, aggiungendo poi qua e là il mio personale contributo.



Vorrei inoltre aggiungere che esiste una folta comunità di individui che è assolutamente convinta che tutte le conquiste scientifiche riguardanti lo Spazio compresa la natura sferica della nostra amata Terra, siano invenzioni dell'uomo e sofisticati e complessi trucchi operati ad arte tramite programmi al computer. 
Rispetto queste persone e non ho alcun interesse a provare a convincerle del contrario (ho provato, è assolutamente inutile) ma ne prendo decisamente le distanze e le invito a fare altrettanto
Questo blog ha un approccio scientifico e vuole mantenerlo tale.




Grazie a tutti per la vostra preziosa attenzione, spero vi sia piaciuto.
Arrivederci al prossimo viaggio insieme.




Testo di riferimento
"Universo da capogiro" di Bryan Gaensler














Ringrazio tutti per avermi seguito e vi aspetto nei prossimi viaggi insieme.




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