sabato 9 maggio 2015

Buco Nero e Quasar/Blazar: due facce della stessa medaglia























Oggi parliamo di un'altra potente meraviglia dell'Universo, che costituisce ancora un grande mistero per la Scienza anche se molti passi avanti sono stati fatti. Poiché l'argomento è assai complesso e ancora molto c'è da scoprire, ci sono molte teorie tutte da verificare, in corso, soprattutto le teorie sul cosa accada 'dentro' e 'dopo', per questi motivi in questa sede non ho la preparazione né mi interessa approfondire questi argomenti che ci porterebbero troppo lontano.

Mi interessa solo dare un'idea un po' più chiara e basilare del fenomeno, in modo da far capire a tutti, soprattutto ai non addetti ai lavori, di cosa si parla (vedi post presentazione per gli scopi di questo blog).









Le cose che colpiscono di un buco nero ad un primo impatto, sono:
1) che il centro è completamente nero, inaccessibile, invisibile
2) che tutto, intorno, viene attirato inesorabilmente verso di esso, vorticando a gran velocità 
3) cosa che è meno nota ai profani, e che non verrebbe neanche in mente, viene emesso dal buco nero un potente fascio di radiazione elettromagnetica o plasma (detto anche jet relativistico) insieme a fiammate enormi di gas luminescente.

Prima una presentazione: 
un Buco Nero (BN, Black Hole) è un oggetto massivo che esercita un’attrazione gravitazionale cosi intensa da impedire alla materia e addirittura alla stessa radiazione elettromagnetica, la luce, di fuggire via da esso: in questo senso e’ nero.

Traduco meglio la frase precedente: 
'massivo' significa 'consistente, numerosissimo, abbondante, massiccio', quindi 'il campo gravitazionale di un corpo massivo' significa che questo oggetto massiccio, molto denso e concentrato ha un certo potere di attirare a se altri corpi oppure la stessa radiazione elettromagnetica, ossia la luce. Quindi i campi gravitazionali di corpi massivi sono in grado di curvare i raggi di luce (vedi effetto lente gravitazionale, post Dark Matter  e anche più avanti in questo stesso post un accenno all'argomento secondo la Teoria della Relatività Generale di Einstein)


In esso la materia è addensata in un piccolo punto (singolarita’) e questa determina il raggio di una superficie immaginaria detto "raggio di Schwarzschild".













Un'immagine artistica che mostra quanto potrebbe essere microscopica la singolarità rispetto alla dimensione del raggio del cerchio.







Per esempio
un buco nero di massa pari a quella del Sole avrebbe un raggio di circa 3 Km mentre per una massa pari a quella della Terra il raggio sarebbe di 1 solo cm.

Ma vediamo meglio, attraverso una sequenza di immagini, di chiarire questo ultimo esempio:






















Immagine sopra: qualsiasi materia può diventare un Buco Nero se tu volessi comprimerla oltre il suo "raggio di Schwarzschild"






















Dovresti comprimere il Sole fino alle dimensioni di una piccola città























Ecco il Sole che si sta rimpicciolendo arrivando alle dimensioni della Terra





















Il Sole continua a rimpicciolirsi fino a raggiungere la terraferma





Ora che ha raggiunto le dimensioni di pochi km, il Sole aumenta
ipoteticamente la sua luninosità preparandosi al collasso
















Il Sole rimpicciolito a pochi km, al culmine della luminosità





















Ora il Sole si spegne collassando su se stesso



















Il collasso continua


















La stella collassata ora forma un Buco Nero, notate le distorsioni del territorio circostante che comincia ad essere inghiottito, poiché la forza di attrazione gravitazionale di questo oggetto è enorme.




















In proporzione, la Terra per subire lo stesso trattamento dovrebbe essere compressa fino alle dimensioni di un'arachide.






Un buco nero essenzialmente e’ il frutto di una forte distorsione dello spazio-tempo dovuta alla presenza di un forte campo gravitazionale. La superficie di un buco nero, chiamata "Orizzonte degli Eventi (OdE)", è una superficie di separazione chiusa all'interno della quale la velocità di fuga e’ maggiore della velocità della luce.

Un risultato notevole e’ che l’interno di un buco nero non ha relazione causale con il resto dell’universo: significa che nessun processo fisico che avvenga all’interno dell’orizzonte degli eventi può comunicare la propria esistenza o i propri effetti all’esterno

Molti di noi non sanno che un buco nero può avere comportamenti diversi, come quelli qui indicati.




Molto in breve, nell'immagine abbiamo 3 possibilità, 1) quello che si muove in senso opposto alla rotazione di tutto il materiale che gli sta vorticando intorno per essere divorato, 2) quello che è statico, cioè non si muove ed infine 3) quello che ruota nello stesso verso della materia orbitante intorno e che sta divorando.
Inoltre esistono diversi tipi di buchi neri ma in questa sede per non complicarci la vita non li tratteremo.

Quello che invece ci può interessare ora è: come si comporta l'OdE nel caso di un Buco Nero che ruota? E' corretto dire che tutto ciò che arriva vicino al Buco Nero viene inesorabilmente inghiottito?

Sappiamo che le stelle ruotano e lo stesso fanno anche i nuclei superiori alle 3 masse solari. In altre parole, ruotano anche quelle “cose” che diventeranno buchi neri dopo aver oltrepassato l’orizzonte degli eventi. Il buco nero non solo deforma lo spazio-tempo (questo lo fa anche quello classico, statico), ma lo fa ruotare a velocità altissima.

Esempio: è come avvicinarsi a un gorgo di un fiume. Nell'immagine a fianco la barchetta rappresenta lo spazio-tempo e il gorgo il Buco Nero.
Se state abbastanza lontani iniziate a ruotare velocemente e venite sbattuti via a grande velocità.
Se invece superate una certa distanza venite inghiottite dal gorgo e sprofondate nell’imbuto liquido.

Esiste però una distanza critica in cui si riesce a stare fermi rispetto alla rotazione. Questo limite critico tiene conto sia dell’attrazione gravitazionale che della forza centrifuga.
Proprio come capita alle stelle che quando ruotano velocemente prendono la forma di un ellissoide a due assi schiacciato ai poli, lo stesso succede a questa superficie critica che coincide ai poli con l’orizzonte degli eventi, ma se ne discosta all’equatore.



La zona tra le due superfici prende nome di Ergosfera (dal greco "ergon" che significa "lavoro"per indicare la sfera entro la quale può essere compiuto un lavoro in grado di aumentare l'energia di una particella che vi entra).

Il nome deriva dal fatto che le particelle che vi penetrano non sono ancora condannate, potrebbero anche uscirne, estraendo in qualche modo energia dal buco nero, esse infatti acquistano velocità.






Nell'immagine sottostante, oltre all'OdE (che è la circonferenza) e alla Ergosfera (la zona blu ad ellisse schiacciata ai poli), troviamo la zona critica dove c'è equilibrio (il 'limite statico').

L’ergosfera è in pratica la zona dove la materia ruota attorno al buco nero e dove tutto viene trascinato dalla rotazione dello spazio-tempo. Attenti però, chiaramente qui è lo spazio-tempo che trascina nel vortice, non è una rotazione di acqua attorno a un mulinello, dato che lì è la viscosità del liquido che ci trascina. Tuttavia, l’esempio del gorgo va benissimo tenendo bene in conto questa diversità concettuale.

Quindi possiamo rispondere alla domanda iniziale dicendo che non tutto viene inghiottito, perchè ciò che si trova nella zona critica, nel limite statico dove c'è equilibrio tra la forza di gravità e la forza centrifuga, può ancora fuggire via, in teoria.



In linea generale, secondo la relatività generale di Einstein, lo spazio e il tempo sono deformati dal campo gravitazionale dovuto ai corpi dotati di massa (nota nel post Dark Matter riguardo allo spazio-tempo deformato dalla massa, o curvatura spazio-tempo) e la deformazione è più forte in prossimità di un buco nero.






I buchi neri, come le stelle, possono avere dimensioni diverse. Buchi neri di massa stellare si ritiene si formino quando stelle massicce (dell’ordine di 30 masse solari e più) subiscono il collasso gravitazionale ed esplodono come Supernove (che vedremo più avanti).

E’ opinione comune tra gli astronomi che nel nucleo di tutte le galassie sia presente un buco nero di massa compresa tra 1 milione e 1 miliardo di masse solari.
Questi buchi neri vengono indicati come supermassivi


Le principali evidenze osservative (cioè le prove visive) della presenza di questi buchi neri sono:

1) L’attività presente nei nuclei di alcune galassie quali i quasar e galassie Seyfert
2) La dinamica del materiale che orbita nelle regioni centrali delle galassie

Ora, il punto 1) ci porta al titolo del post che collega chiaramente il concetto di Buco Nero con quello di Quasar, vediamo in cosa consiste questo collegamento. Cos'è un quasar?

Le prime galassie attive scoperte furono i Quasar, che altro non sono che le emissioni energetiche della materia catturata dai buchi neri supermassivi al centro delle galassie
Fin dall’inizio si era capito come essi fossero estremamente luminosi. L’unico meccanismo che riesce a generare una simile luminosità e’ l’accrescimento di materia da parte di un buco nero. Lo studio dei quasar mostra come in passato fossero molto più abbondanti di adesso. L’evoluzione della luminosità dei quasar e’ spiegata col fatto che con il tempo i buchi neri supermassivi al centro delle galassie fagocitavano sempre più materia con conseguente aumento della luminosità. Una volta esaurito il materiale intorno al buco nero il nucleo della galassia diventa quiescente.

Capito? Converrete con me che non è poi così complicato una volta che abbiamo messo a fuoco meglio cosa significa la parola. Praticamente, traducendo, il buco nero attira a se inesorabilmente tutta la materia e la luce circostanti. Prima di essere ingoiato completamente e sparire nelle fauci del buco nero, tutto quel materiale in grandi quantità si accumula emettendo enormi quantità di energia anche luminosa, aumentando così in modo esponenziale la luminosità. Come vedremo adesso, quando dico che la luminosità aumenta in modo esponenziale non scherzo, è davvero impressionante.

Un quasar (contrazione di QUASi-stellAR radio source, radiosorgente quasi stellare) è un nucleo galattico attivo estremamente luminoso e generalmente molto distante dalla Terra. Il nome deriva dal fatto che questi oggetti furono inizialmente scoperti come potenti sorgenti radio, la cui controparte ottica (cioè osservata col telescopio) risultava puntiforme come una stella. Il grande spostamento verso il rosso che caratterizza i quasar (ricordate che nel post Big Bang parlavo di redshift?), in accordo con la legge di Hubble, implica che siano oggetti molto distanti e che debbano emettere energia equivalente a centinaia di normali galassie. Il termine è stato coniato nel 1964 dall'astrofisico cinese nato in U.S.A, Hong-Yee Chiu. 

La natura dei Quasar è stata controversa fino ai primi anni 80, ora vi è consenso scientifico sul considerarli una piccola regione compatta che circonda il centro di una galassia massiccia, costituito da un buco nero supermassiccio.

Sono noti circa 200.000 quasar, con spostamento verso il rosso o redshift (vedi nota poche righe sopra) compreso tra z=0.056 e z=7.085, che implica distanze piuttosto elevate, tanto che il quasar più luminoso visto dalla Terra, il 3C 273, ha magnitudine apparente di appena m=12.8. 
Nonostante tali enormi luminosità, le dimensioni dei quasar sono confrontabili con quelle del Sistema Solare, e comunque non più grandi di pochi anni luce (1.016 m). 

Tenetevi forte ora, che diamo l'idea della potenza di questo mostro galattico.

Date queste premesse, se l'interpretazione cosmologica è giusta, l'enorme energia emessa e le violente fiammate di un quasar sono totalmente inimmaginabili per la mente umana.
Un quasar di dimensioni medie potrebbe incenerire l'intero Sistema Solare da una distanza di qualche decina di anni luce ed emettere, considerando uno stesso intervallo di tempo, mediamente un'energia 1.000 volte superiore a quella prodotta dall'intera Via Lattea. 

Avete letto bene il precedente capoverso? Sicuri? Rileggetelo ancora, lentamente, per comprendere la potenza di questo "mostro cosmico", una potenza per noi davvero al di là di ogni possibilità.

L'altro aspetto caratteristico, evidente fin dalle prime osservazioni, è che i quasar hanno uno spettro notevolmente esteso su tutte le frequenze, dai raggi gamma, ai raggi X al lontano infrarosso e, per il 10% dei quasar noti, fino alle frequenze radio. Molti quasar mostrano inoltre anche un eccesso ultravioletto, emettendo in tale stretta banda la stessa energia che emettono in tutte le altre bande.




Metto questa foto, già usata nel post Big Bang, per facilitarvi la comprensione dei vari raggi di cui stiamo parlando, in effetti è sempre molto comodo ed utile averla a disposizione. Notate che nella tabella i raggi gamma sono i cosiddetti 'raggi cosmici'.


Parlavamo poco fa del quasar 3C 273, uno dei quasar più vicini a noi e il più luminoso conosciuto (magnitudine 13); è anche uno dei più studiati, soprattutto per la complessa struttura del getto di gas espulso ad alta velocità, che si protende nello spazio per 150.000 anni luce, evidenziato dai satelliti Chandra e Hubble

Situato a 3 miliardi di AL (vedi post distanze e post TABELLE), risulta più luminoso di 1.000 galassie contenenti 100 miliardi di stelle ciascuna; se si trovasse alla distanza di 32 AL dalla Terra, illuminerebbe il cielo quanto il Sole. Tenendo sotto osservazione quest'oggetto in tutto lo spettro elettromagnetico, si è iniziato a comprendere la natura dei processi fisici che sono alla base di queste enormi sorgenti di energia.




SDSS J010013.021280225.8, Buco nero-Quasar a 12 mld di a.l.






Nel febbraio del 2015 gli astronomi dell’università di Pechino, in Cina, individuano un enorme Buco Nero, nello specifico un quasar (buchi neri super massicci al centro delle galassie circondati da gas surriscaldato luminescente), all’incredibile distanza di 12 miliardi di AL. Si tratta di uno dei più giovani buchi neri mai individuati in quanto l’immagine che di esso noi ora guardiamo, proveniente dall’alba dei tempi, è relativa a solo 800 milioni di anni dopo il Big Bang
Sempre secondo i ricercatori, il gigantesco buco nero avrebbe la stessa massa di ben 12 miliardi di soli. Il fatto che il quasar mostri quella forma dopo neanche 1 miliardo di anni a seguito del Big Bang ha stupito gli astronomi in quanto questi hanno sempre creduto che i buchi neri super massicci si creino attraverso un processo molto lento e aspirando gas e materia stellare nel corso di centinaia di milioni di anni. Un fatto ancora inconcepibile pensando che quello che si sta osservando è il nostro Universo quando aveva solo 900 milioni di anni. Bisognerà dunque rivedere tutto ciò che si sapeva riguardo alle fasi di formazione iniziale di buchi neri super massicci. 

Altro numero enorme: il buco nero emette un bagliore 420.000 miliardi di volte più luminoso di quello del nostro Sole (il bagliore non viene emesso dal buco nero in sé ma dal processo di aspirazione che crea un calore estremo alla superficie dell’orizzonte degli eventi espellendo bagliori di luce prima che questi ultimi lo attraversino, come ho spiegato all'inizio). O anche, il quasar è circa 40.000 volte più brillante del bagliore totale emesso dalla Via Lattea

Numeri e situazioni impossibili da immaginare. 

Nonostante l’incredibile luminosità, l’oggetto è apparso agli astronomi di primo acchito come uno dei tanti oggetti luminosi lontani miliardi di AL o di fronte ad una delle tante stelle. Nel momento in cui hanno analizzato in dettaglio la luce si sono accorti che l’oggetto luminoso si allontanava da noi ad una velocità molto maggiore di tutti gli altri oggetti. A questo punto hanno compreso, dato che l’Universo si trova in un’espansione accelerata (vedi post Big Bang), di trovarsi di fronte ad un oggetto lontanissimo, circa 12 miliardi di AL, e dalla luminosità fortissima, ossia un quasar.



Nel titolo però avete visto comparire un'altra parola forse mai incontrata prima: il Blazar. Cos'è?


Questa rappresentazione artistica mostra un Buco Nero supermassiccio galattico che sta lanciando un getto iperveloce nello Spazio. Sono molto comuni nelle gigantesche galassie ellittiche che spesso rappresentano l’unione di galassie precedenti. I nuclei galattici attivi non presentano sempre i getti, ma quando lo fanno essi possono essere diretti in ogni direzione, secondo la configurazione geometrica della galassia. Se la direzione è propria quella della Terra, prendono il nome di Blazar.


I Blazars
(dall'inglese: blazing quasi-stellar object = oggetto quasi-stellare sfolgorante) sono tra i fenomeni più energetici luminosi e violenti dell’Universo, sono buchi neri supermassicci galattici che si stanno alimentando con materiale che gli orbita attorno.



Quando la materia cade nel buco nero c'è una violenta attività di questi "getti relativistici" di particelle energetiche che si muovono all'interno di 2 coni perpendicolari al disco di accrescimento (la zona dove la materia si accumula vorticando intorno al buco nero diventando molto luminosa). 

L’elevata emissione registrata sottoforma di raggi-X e raggi-gamma, l’intensa emissione radio e la variabilità estrema sono spiegati come un caso fortuito di allineamento di uno dei due getti con la linea di vista.












Mentre la materia cade verso di loro, parte dell’energia viene rilasciata sotto forma di “getti” (detti getti relativistici) che raggiungono velocità prossime a quella della luce. Appartengono alla più grande famiglia degli AGN (Nuclei Galattici Attivi), ma hanno la caratteristica di puntare i loro getti esattamente verso di noi, verso la Terra.

Le caratteristiche dei Blazar sono quindi:
- emettono una radiazione di alta energia, principalmente raggi-gamma, che risulta centinaia di milioni di volte superiore a quella che è in grado di rivelare l’osservatorio per raggi-X Chandra
- l’emissione totale varia drammaticamente con il tempo
- l'estrema luminosità nella banda radio
- il getto punta diritto verso la Terra

Vedere un blazar non è quindi facile e ci vuole una buona dose di fortuna poichè essi appaiono come flash di difficile natura ed estrema brevità per poter essere studiati. Tuttavia, a causa della moltitudine di galassie attive esistenti nell’Universo, sono anch’essi molto numerosi. Poter studiare i getti galattici, sotto questa favorevole direzione, aiuta molto a capire la loro origine e l’intera evoluzione delle galassie.


I blazars non sono un gruppo omogeneo e si possono dividere in due tipi:

- i quasar altamente variabili, qualche volta chiamati quasar ottici violentemente variabili (OVV), che sono solo una piccola porzione tra tutti i quasar
- gli oggetti del tipo BL Lacertae.

Alcuni oggetti rari possono essere considerati “blazar intermedi”, i quali sembrano avere sia proprietà degli OVV che proprietà dei BL Lacertae. Il nome “blazar” è stato coniato nel 1978 dall'astronomo Ed Spiegel per indicare la combinazione di queste due classi di oggetti.
I "Blazars" si chiamano così perché il primo oggetto di questo tipo scoperto era "BL Lac.", cioè un oggetto catalogato "BL" nella costellazione della Lucertola (Lacerta).


Ed ora riporto la risposta di un utente direttamente dal web, che trovo molto utile per aiutarci a capire che succede quando qualcosa cade in un buco nero.

                                                                                                                                           Da un buco nero non possiamo ricevere nessuna informazione fuorché la gravità, difatti un buco nero è del tutto invisibile, e la sua presenza viene rivelata dai suoi effetti sulle stelle circostanti (questo discorso mi ricorda un po' quello fatto per il fenomeno della 'lente gravitazionale', post Dark Matter).                                                                                                                                                                                                                                                                        PERO'                                                                                                                                          
se qualcosa cade dentro un buco nero, lo fa accelerando sino a quasi la velocità della luce prima di sparire dentro e diventare invisibile. Gli immediati dintorni del buco nero saranno quindi sede di turbolenze spaventose.                                                                    
Quindi, se non ci cade dentro niente, è invisibile.
Ma se ci cade dentro qualcosa, data la sua piccolezza (un buco nero di milioni di masse solari è poco più grande del Sole) la materia spiraleggiando a molte decine di migliaia di km al secondo farà attriti e collisioni violentissime, scaldandosi a milioni di gradi, inducendo addirittura reazioni termonucleari, il tutto prima di entrare nel buco nero.                  
Quindi noi vediamo non il buco nero, ma lo spaventoso "gorgo" che fa la materia (gas interstellare) cadendoci dentro. Durante la caduta, buona parte dell'energia cinetica dovuta alla velocità, per gli attriti e l'emissione, viene trasformata ed emessa.                                                                                                                                                         Quando la materia varca l'OdE non ha velocità "c" ma inferiore.  "c" è la velocità necessaria per sfuggire, ma non è la velocità con la quale un corpo, appunto violentemente frenato dagli attriti, varchi l'OdE.
Facciamo un esempio per noi comprensibile: una capsula al rientro cadrebbe sulla Terra alla velocità di fuga, ma l'attrito trasforma l'energia in calore, e la capsula cade con velocità inferiore. Cadrebbe con velocità = velocità di fuga se non incontrasse frenamenti di sorta.                                                                                                              
Quando la materia dei dintorni è caduta tutta nel buco nero, la sorgente di energia si esaurisce, il Blazar (od il Quasar, secondo i casi) si spegne, e resta "quieto".               

Per concludere questo affascinante argomento, alcune foto stimolanti.

buchi neri attivi rilevati istantaneamente in galassie che si fondono
























L'effetto micro-lente gravitazionale causato da un buco nero (vedi post Dark Matter) distorce l'immagine della stella retrostante facendola apparire come una singola stella molto più luminosa









ancora altri effetti lente gravitazionale causati dalla presenza di un buco nero in primo piano rispetto all'osservatore.
























































































In questa rappresentazione artistica sono evidenti i getti relativistici di cui abbiamo parlato








































comparazione tra un buco nero e le orbite della Terra e di Nettuno. Come si vede abbiamo
le dimensioni calcolate in minuti, ore e giorni luce (vedi post distanze).















































































Infine, mi sembra giusto fare un sintetico accenno al "nostro" Buco Nero, quello al centro della Via Lattea:



Sagittarius A* (abbreviato in Sgr A*) è una sorgente di onde radio molto compatta e luminosa, si pensa un buco nero supermassiccio o un warmhole, situata nel centro della Via Lattea, parte della grande struttura nota come Sagittarius A.

Immagine ripresa dal telescopio spaziale Chandra. Nel 1974 è stata scoperta una notevole quantità di radiazioni (disco di accrescimento e getto relativistico) provenienti dalla zona che vedete in foto, denominata poi Sagittarius A, e per questo motivo gli astronomi pensano che là esista un enorme Buco Nero supermassivo=supermassiccio, componente caratteristico dei centri di molte galassie ellittiche e spirali.



Il buco nero di cui parliamo sarebbe in realtà relativamente piccolo, se confrontato con la sua enorme capacità attrattiva: a 26.000 AL di distanza coprirebbe la stessa superficie che va dal Sole fino all'orbita di Mercurio (circa 44 milioni di km, come termine di paragone, la Terra si trova a 150 milioni di km dal Sole - vedi post Distanze, più avanti ci occuperemo anche, finalmente, del nostro sistema solare nel dettaglio), pur avendo una massa circa 4 milioni di volte più grande di quella della nostra stella. Costituirebbe inoltre il corpo celeste attorno al quale tutte le stelle della Via Lattea, compresa la nostra, compiono il loro moto di rivoluzione.

Negli ultimi anni sono state fatte numerose osservazioni degli oggetti vicini a questo punto e degli effetti che l'oggetto sembra avere sugli altri oggetti circostanti. Una ricerca recente (articolo di maggio 2014) da parte di scienziati dell'università di Shangai, ha cercato di chiarire tali effetti e la composizione di questo oggetto: il buco nero supermassiccio rappresenterebbe una sorta di wormhole (in italiano talvolta tradotto con “buco di tarlo”), ossia un varco nello spazio e nel tempo all’interno del quale le leggi fisiche non valgono più per come le conosciamo oppure verrebbero in parte distorte causando un passaggio tra diversi punti nello spazio o nel tempo, tra diverse dimensioni o, addirittura, potrebbero costituire un passaggio in un nuovo Universo.

Tali oggetti oggi apparirebbero come entità spaziali supermassive nascoste dietro un Orizzonte degli Eventi, proprio come i buchi neri. Secondo gli scienziati, questi cunicoli spazio-temporali piegherebbero la luce degli oggetti che orbitano intorno a loro in una maniera particolare, leggermente differente da come fanno i buchi neri. I cunicoli provocherebbero pieghe nella luce come farebbe una nuvola di plasma e tale metodologia di attrazione rivelerebbe la loro unicità e la loro presenza. In ogni caso attualmente siamo ben lungi dal poter anche solo prendere in considerazione un’eventuale dimostrazione di tali teorie in quanto tutto ciò che si trova all’interno dell’area delimitata dall’orizzonte degli eventi è assolutamente invisibile ed inaccessibile.

Quindi riepilogando le cifre:

- sole diametro arrotondato di circa 1.400.000 km

- Terra-Sole distanza circa 150.000.000 km

- Sagittarius A* diametro come sole-mercurio circa 44.000.000 km

- Sagittarius A* massa circa 4.000.000 volte diametro del Sole (= 4 milioni X 1,4 milioni km)

Potete trovare approfondimenti a questo link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sagittarius_A*

Articoli utili:

http://www.astronomia.com/2013/03/03/quando-i-buchi-neri-esagerano/
http://www.astronomia.com/2012/04/19/un-cielo-illuminato-dai-blazar/

Al post Dark Matter - la Materia Oscura trovate una brevissima ma efficace animazione della lente gravitazionale causata dalla presenza in primo piano di un buco nero.

Qui il link ad un bellissimo viaggio semplificato alle scoperte dei nostri più grandi scienziati che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze sui buchi neri
http://www.ac-ilsestante.it/ASTRONOMIA/scuola/buco_nero_galattico/buco_nero_galattico.htm

2 commenti:

My Special Drug ha detto...

Tutto ciò è veramente molto interessante. Le immense ed inimmaginabili proporzioni spaziali sono sempre motivo di affascinanti emozioni!

Matteo Raffaelli ha detto...

grazie; a causa di problemi tecnici nelle notifiche, ti rispondo solo ora, e lo faccio anche a rischio di fare evidentemente una figuraccia peggiore che a stare zitto. Ma non posso non ringraziarti del prezioso commento. Ognuno di questi post richiede un enorme lavoro di preparazione, dove in parte sfrutto il materiale già presente sul web e in parte aggiungo del mio. Quindi ogni commento che arriva merita attenzione e rispetto. Mi scuso profondamente per non averti potuto rispondere prima e Grazie!!

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